Cercare una badante: quali sono i suoi diritti e doveri

La nostra attività primaria consiste nel cercare una badante professionale che si occupi dell’assistenza domiciliare per le famiglie che ci contattano. Prima di avviare un rapporto di collaborazione, è cura del nostro staff spiegare ai caregivers quali sono i suoi diritti e doveri.

La gestione e la registrazione del contratto di collaborazione con i badanti, è un’incombenza di cui ci facciamo carico noi. Ciò permette alle famiglie di non dover sbrigare noiose trafile burocratiche, con la sicurezza di rispettare le regole. Inoltre, rimaniamo al loro fianco anche dopo l’avvio della collaborazione per necessità operative o amministrative.

Il lavoro dell’assistente familiare convivente oppure full time e part time, si gestisce con il medesimo contratto. Se necessario, ci occupiamo di rimodularlo.

Per le famiglie è importante sapere quali mansioni deve rispettare la badante. Se è convivente, per esempio, deve aiutare la persona assistita a:

  • alzarsi dal letto;
  • lavarsi e vestirsi;
  • deve preparare i pasti e aiutarla a mangiare;
  • occuparsi della gestione domestica.

Sottoscrivere un accordo tra famiglia e badante è una fonte di sicurezza per ambedue le parti. Vi sono dei casi, naturalmente, in cui si può risolvere il rapporto di collaborazione come l’inadempimento cioè se una parte non rispetta l’accordo. Per esempio, se la badante non rispetta le mansioni affidate o il datore di lavoro non paga come concordato.

Per recedere dal contratto di collaborazione domestica, bisogna dare comunicazione all’Inps di competenza, entro cinque giorni dalla data in cui si ritiene terminato il rapporto di lavoro.

Ad oggi, i nostri centri sono stati in grado di aiutare più di 5000 famiglie con la ricerca badanti. Il nostro compito non è solo quello di gestire la burocrazia ma anche quello di evitare spiacevoli episodi durante la collaborazione con il badante.

 

L’esperienza di Livia, badante

 

“Ho sempre svolto delle attività di volontariato nel mio tempo libero nonostante i miei impegni lavorativi con il negozio e la famiglia. L’ho sempre sentita come un’indole, quella cosa che mi faceva star bene. Purtroppo, col tempo, il negozio di famiglia ha iniziato a non andare più così bene e, io e mio marito, abbiamo dovuto rimboccarci le maniche. È stato allora che qualcuno mi ha consigliato di fare della mia voglia di aiutare il prossimo un lavoro. Ammetto che mi sembrava una cosa tanto strana quanto impossibile.

Un’amica aveva letto su internet di Royal Assistance e mi ha spronato a chiamarli per avere informazioni! Avevo parecchie remore perché far compagnia agli anziani è un conto ma da una parte la sentivo anche come una responsabilità.

Sono stata, però, inserita in un percorso di formazione che, a mano a mano, mi ha fatto capire che potevo essere di aiuto alle persone – come avevo sempre fatto – e al tempo stesso poter contribuire economicamente alla mia famiglia. Soprattutto mi sono sentita tutelata per il fatto di essere assunta da una cooperativa che mi sosteneva e mi permetteva di lavorare in sicurezza, vicino ad anziani fragili o persone disabili. Questa stessa fiducia la avvertivo anche dalle famiglie presso cui lavoravo.

Ascoltare tutto quello che le persone anziani, a volte, hanno da raccontare non mi sembra nemmeno un lavoro. Altre volte non possono dire molto ed allora sono io a raccontar loro aneddoti o quel che succede in città.”

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