Chi sono i caregiver: l’importante ruolo della donna

Chi sono i caregiver è la domanda che molte persone si pongono quando si ha a che fare con la cura di un familiare anziano o malato. I caregiver, o assistenti familiari, sono le persone che si fanno carico della cura dei propri cari.

Forniscono loro assistenza quotidiana a casa o in una struttura in cui sono ricoverati.

Si tratta di un ruolo impegnativo che richiede dedizione, pazienza e amore. Da madri a figlie, mogli a sorelle, amiche a vicine di casa: sono loro a prendersi cura dei genitori anziani e fragili nella grandissima maggioranza dei casi.

Un carico emotivo che oggi faticano a gestire, dividendosi tra la gestione dell’orario lavorativo e la vita personale che include anche il loro ruolo di caregiver.

Un fattore che, nel quadro occupazionale attuale, le porta a essere spesso penalizzate. Da un lato vi sono le importanti cariche che le donne hanno conquistato, come la magistrata Margherita Cassano, prima donna eletta Presidente della Corte di Cassazione dal 1° marzo 2023.

Dall’altro lato, rimane ancora ampio il divario tra tasso di impiego femminile e maschile in Italia. Questo divario è causato dalle rinunce che le donne si vedono costrette a fare. Ad esempio, richiedere la riduzione dell’orario lavorativo, prendere congedi e aspettative per accudire figli e genitori anziani.

In questo articolo, esploreremo il loro ruolo di assistenti familiari e le loro responsabilità. Scopriremo come e quanto oggi essere caregiver impatta sulla vita delle donne e quale supporto possono ricevere.

Se anche tu sei una caregiver, questo articolo parla anche di te.

Ruolo dei Caregiver

I caregiver svolgono un ruolo fondamentale nella cura degli anziani e dei malati. Le loro responsabilità possono variare a seconda delle esigenze della persona assistita, tuttavia, in generale includono l’assistenza include le seguenti attività di assistenza:

  • la vestizione, la cura dell’igiene personale, la preparazione dei pasti e aiutare a mangiare, la pulizia della casa e commissioni varie;
  • somministrazione di farmaci e la rilevazione giornalieri di alcuni parametri vitali, lo svolgimento di alcune terapie a casa per esempio quelle motorie prescritte dal fisioterapista;
  • supporto emotivo per superare dei momenti di difficoltà, mantenendo un atteggiamento positivo, fare delle chiacchierate e delle passeggiate stimolando la partecipazione alla vita sociale.

Le donne caregiver: la situazione in Italia

Il ruolo delle donne caregiver è una questione critica. Molte donne italiane continuano ad assumersi la maggior parte delle responsabilità per la cura dei figli e degli anziani, il che spesso le costringe ad abbandonare o ridurre la loro partecipazione al lavoro, chiedendo per esempio un orario part-time, periodo di congedo parentale o un’aspettativa.

La situazione occupazionale in Italia, nonostante alcune tendenze positive, è ancora caratterizzata da un divario di genere significativo. Secondo i più recenti dati Istat sull’occupazione femminile, questa è pari al 49,4% rispetto al 62,3% degli uomini. Inoltre, le donne continuano a essere maggiormente attive in lavori a tempo parziale e con retribuzioni inferiori rispetto agli uomini.

Per affrontare questi problemi, il governo italiano ha implementato alcuni programmi per sostenere l’occupazione femminile e promuovere l’equità del trattamento professionale per uomini e donne. Ad esempio, il Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza (PNRR) prevede investimenti significativi in politiche di conciliazione vita-lavoro, formazione professionale e sviluppo dell’imprenditorialità femminile.

Rimangono ancora, tuttavia, molti fronti su cui lavorare per garantire un’effettiva parità di opportunità per le donne sul mercato del lavoro italiano.

Non si tratta solo di una questione lavorativa in quanto, la mancanza di tempo e gli impegni gravosi, possono comportare un grande stress e una conseguente diminuzione del benessere psicologico per le donne caregiver.

Vedere un familiare ammalarsi o perdere la propria indipendenza può essere estremamente doloroso. Le donne caregiver possono trovarsi ad affrontare queste emozioni, mentre cercano di rimanere forti per il proprio caro. È, però, importante che si prendano cura di sé stesse, così come dei loro cari.

Essere a conoscenza del tipo di aiuti che si possono ricevere, non solo in termini di sostegno al reddito, è fondamentale. Di seguito, vi raccontiamo quali sono e a chi rivolgersi per ottenerli.

Congedi e assegni per le donne caregiver lavoratrici

  1. Congedo parentale: le donne che hanno figli o che sono caregiver di un familiare possono richiedere un periodo di congedo parentale retribuito, che può durare fino a 6 mesi. Questo congedo può essere esteso fino a 12 mesi in alcuni casi.
  2. Permesso per assistenza familiare: le donne che sono caregiver di un familiare malato o disabile possono richiedere un permesso retribuito per assistere il loro familiare. Questo permesso può durare fino a 3 giorni all’anno.
  3. Flessibilità nell’orario di lavoro: molte aziende offrono flessibilità nell’orario di lavoro per le donne caregiver, consentendo loro di lavorare a tempo parziale o, ove possibile in smart working, per soddisfare le esigenze della loro famiglia.
  4. Legge 104, chi si occupa di un familiare disabile ha diritto a usufruire permessi mensili.
  5. Assegno di cura o di accompagnamento: i caregiver possono avere diritti di ricevere assegni mensili per coprire parte delle spese sostenute per prendersi cura della propria famiglia.
  6. Servizi di assistenza domiciliare: forniti da centri professionali del settore, come Royal Assistance, per contribuire allo svolgimento delle attività di assistenza a casa, presso le strutture di ricovero o RSA, sollevando in parte i caregiver dal dover gestire da soli questo duro lavoro. Questi servizi possono includere assistenza domiciliare per anziani, per disabili o per le famiglie, per le mansioni quotidiane oltreché mediche, terapeutiche e di supporto psicologico.
  7. Agevolazioni fiscali: ci sono diverse agevolazioni fiscali in aiuto dei caregiver, come la detrazione fiscale per le spese mediche e per le spese di assistenza domiciliare, come ad esempio la Cassa Colf.
L’importanza di chiedere aiuto: il sostegno di Royal Assistance per le esigenze di assistenza.

 

Alcune di queste informazioni possono variare in base alla regione di residenza. È importante informarsi presso un CAF o Patronato, oltre a verificare quali sono le prestazioni a sostegno del reddito fornite erogate dall’INPS. Può essere utile anche rivolgersi agli sportelli dell’ASL di zona in cui solitamente è attivo uno sportello di ascolto o supporto psicologico.

Quel che è più importante è che le donne siano consapevoli che spesso è necessario chiedere aiuto. Noi di Royal Assistance siamo sempre qui, pronti ad accogliere qualsiasi richiesta di assistenza.

 

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