FAQ

Royal Assistance vi affianca e vi fornisce supporto per l’espletamento di tutte le formalità burocratiche legate all’assunzione dell’assistente domiciliare, quali:

  • redazione del contratto di assunzione
  • tenuta buste paga
  • calcolo di straordinari, ferie, TFR
  • versamenti contributivi
  • varie ed eventuali

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Per le badanti conviventi, che prestano servizio nell’arco delle 24 ore, è previsto da contratto che vengano messi a disposizione il vitto e l’alloggio.

Il vitto dovuto al lavoratore deve assicurargli una alimentazione sana e sufficiente; l'ambiente di lavoro non deve essere nocivo all'integrità fisica e morale dello stesso.
Il datore di lavoro deve fornire al lavoratore convivente un alloggio idoneo a salvaguardarne la dignità e la riservatezza.
I valori convenzionali del vitto e dell'alloggio sono rivalutati annualmente e nel 2020 corrispondono a 5,61 euro al giorno.

Durante il periodo di ferie i lavoratori conviventi dovranno ricevere un compenso sostitutivo del vitto ed alloggio che corrisponde appunto a 5,61 euro al giorno moltiplicato per i giorni di ferie.


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La legge stabilisce che il datore di lavoro che intende assumere un assistente domiciliare o badante convivente (italiano, comunitario o extracomunitario) deve comunicare la cessione di fabbricato alla questura. Se si tratta di cittadini italiani o comunitari, la comunicazione deve effettuarsi solo se il soggiorno supera i 30 giorni.

In caso di cittadini extracomunitari va fatta sempre, indipendentemente dalla durata del soggiorno. In entrambi i casi la comunicazione deve esser effettuata, entro 48 ore dalla messa a disposizione dell’alloggio.

Nel caso in cui il lavoratore sia un cittadino extracomunitario, il datore di lavoro deve fare sia la cessione di fabbricato sia la dichiarazione di ospitalità.

La cessione del fabbricato fatta in favore di cittadino extracomunitario consente peraltro a quest’ultimo di avere un documento che dimostri la disponibilità di un alloggio ai fini del rilascio o del rinnovo del permesso di soggiorno.

In caso di omessa o tardiva comunicazione è prevista una sanzione di € 206.00

Rivolgetevi presso i nostri centri sul territorio per l’espletamento delle pratiche richieste, ed i relativi costi.


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Nel caso in cui termini il rapporto di lavoro con un lavoratore in convivenza è possibile cambiare la residenza di quest’ultimo.
Qualora un privato voglia cancellare dal proprio indirizzo o dalla casa di proprietà o in locazione una persona che non vi è più residente, ne presenta la richiesta ai servizi demografici, specificando la motivazione e il proprio titolo/interesse al procedimento (allegando copia del proprio documento di riconoscimento). La richiesta di cancellazione anagrafica dà inizio ad una procedura di irreperibilità che dura all’incirca un anno (spesso anche meno) e che prevede quattro accertamenti domiciliari da parte della polizia municipale. Al termine di questi quattro accertamenti, la persona della quale è stata chiesta la cancellazione viene cancellata dall’Anagrafe.


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La residenza non aggiunge alcun diritto accessorio, al fatto che la badante o altra persona occupino una certa casa, o parte di essa (una stanza), se così fosse il “padrone di casa”, ad esempio, non potrebbe sfrattare l’inquilino moroso.

La richiesta della residenza è fatta dalla badante, il datore di lavoro potrebbe anche non esserne a conoscenza.

L’ufficio anagrafe si limita a verbalizzare, che la persona vive in una certa casa, avendone titolo (ecco perché è necessaria una copia del contratto di lavoro) e a passare la pratica ad un vigile che esegua le verifiche del caso, dopo tale verifica, la residenza è attribuita.

Alla fine del rapporto di lavoro (ultimato il preavviso), il datore di lavoro, proprietario dell’alloggio, (o un suo erede o delegato) va in comune e informa l’ufficio anagrafe che in casa sua non abita più il suo ex dipendente. Per cancellare la residenza, però ci vuole un anno (durante il quale il Comune verificherà l’effettivo allontanamento dell’ex-residente).

Se invece la badante richiede il cambio di residenza in qualsiasi altro luogo, la cancellazione della precedente residenza è istantanea.


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Il “Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro sulla disciplina del rapporto di lavoro domestico” è l’unico contratto “standard” previsto per l’assunzione di assistenti familiari (colf, badanti, baby sitter, etc.). Unica altra forma legale di regolarizzarne l’assunzione è quella di affidarsi ad una agenzia per il Lavoro autorizzata dal Ministero.

Il contratto collettivo è la soluzione più favorevole per la famiglia, in termini economici e di versatilità, in quanto basato sulla fiducia tra i contraenti. Si può interromperlo facilmente, fissa dei minimi che tutelano il datore di lavoro ed il lavoratore, fissa l’ammontare dei cosiddetti “contributi” in modo “forfettario” facendo sì che piccole variazioni di orario non impattino sul costo del lavoro.

Tutte le soluzioni alternative che vengono proposte come molto vantaggiose non sono quindi legali (e nemmeno quelle meno convenienti che non prevedano l’assunzione diretta del lavoratore o l’utilizzo dei servizi di una vera agenzia interinale).


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Gli assistenti familiari sono inquadrati in quattro livelli, tuttavia quelli che devono essere utilizzati per l’assistenza alla persona sono i seguenti:

  • Livello B super
    Appartengono a questo livello gli assistenti familiari (assistenza anziani, baby sitter) che assistono persone autosufficienti*, ivi comprese, se richieste, le attività connesse alle esigenze del vitto e della pulizia della casa ove vivono gli assistiti.
  • Livello C super
    Appartengono a questo livello gli assistenti familiari che assistono a persone non autosufficienti* (senza una specifica formazione), ivi comprese, se richieste, le attività connesse alle esigenze del vitto e della pulizia della casa ove vivono gli assistiti.

*Per persona autosufficiente si intende il soggetto in grado di compiere le più importanti attività relative alla cura della propria persona e alla vita di relazione. Una discriminante in tal senso può essere la presenza o meno dell’assegno di accompagnamento.

Contatta uno dei nostri centri: ti aiuteranno a individuare la forma contrattuale più idonea alle tue esigenze e a quelle del lavoratore che intendi assumere.


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Il costo di un’assistenza familiare varia in base alle esigenze dell’assistito e della sua famiglia. I parametri importanti da considerare per il calcolo del costo complessivo sono i seguenti:

  1. Il tipo di assistenza: in convivenza, giornaliera, ad ore, notturno, etc.
  2. Il tempo di presenza giornaliera e settimanale richiesto al lavoratore.
  3. Il livello di inquadramento del lavoratore, che si stabilisce a seconda del grado autosufficienza residua dell’assistito.

Come si evince non c’è una risposta unica e valida per tutti; potete rivolgervi ai nostri centri per un preventivo in base alle vostre specifiche esigenze: senza impegno i colleghi vi prepareranno un piano economico personalizzato.


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All’atto dell’assunzione il lavoratore dovrà consegnare al datore di lavoro i documenti aggiornati necessari in conformità con la normativa vigente, e cioè:

  • Carta d’identità italiana
  • Codice fiscale (è sufficiente anche il certificato di attribuzione del codice fiscale rilasciato dall’Agenzia delle entrate)
  • Permesso di soggiorno (per cittadini extra EU)

 

Inoltre è importante:

  • Comunicare al datore di lavoro l’iban italiano intestato al lavoratore stesso per effettuare il versamento dello stipendio
  • Comunicare eventuali allergie, patologie invalidanti o altre informazioni importanti per la salute della persona (soprattutto nei casi di convivenza)

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A partire da gennaio  2021 i lavoratori operanti in regime di convivenza indipendentemente dal livello di inquadramento, sono soggetti a un periodo di prova regolarmente retribuito di 30 giorni di lavoro effettivo.

Per i restanti rapporti di lavoro (non in convivenza), il periodo di prova è di 8 giorni di lavoro effettivo.

Il lavoratore che abbia superato il periodo di prova senza aver ricevuto comunicazione di recesso s’intende automaticamente confermato.

Durante il periodo di prova, il rapporto di lavoro può essere risolto in qualsiasi momento da ciascuna delle parti, senza preavviso, ma con il pagamento, a favore del lavoratore della retribuzione del lavoro prestato.


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Gli scatti di anzianità sono previsti per ogni biennio di servizio presso lo stesso datore di lavoro e corrispondono a un aumento del 4% sulla retribuzione minima contrattuale. Il numero massimo di scatti è 7.


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Il nuovo CCNL valido da Ottobre 2020 ha introdotto una serie di nuove indennità per colf e badanti tra cui un’indennità aggiuntiva per la badante che presta assistenza a più di una persona non autosufficiente (livello CS). La cifra stabilita dal CCNL è di euro 100 per la badante convivente e 0,58 euro/ora per la badante ad ore.


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In caso di malattia l’assistente domiciliare deve avvisare tempestivamente il datore di lavoro, salvo cause di forza maggiore, entro l’orario previsto per l’inizio della prestazione lavorativa. Successivamente il lavoratore dovrà fargli pervenire il relativo certificato medico (tranne nei casi di convivenza).

La tabella sottostante schematizza in modo chiaro quali adempimenti vi sono in caso di malattia.

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In ogni caso, fino al terzo giorno la retribuzione è al 50%, dal quarto giorno in poi per tutti i giorni di malattia previsti (vedi tabella) il lavoratore avrà diritto al 100% del salario.


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Il nostro campo è ovviamente delicato, interferendo nei delicati equilibri della vita delle persone bisognose di assistenza e delle loro famiglie. Royal Assistance mette in campo tutta la sua esperienza, utilizzando una metodica collaudata al fine di evitare più possibile disagi e problematiche di inserimento coadiuvandosi con famiglie e collaboratrici. Tuttavia, nel momento in cui ci fosse un’incompatibilità o una problematica seria, sarà possibile organizzare una sostituzione dell’operatore in modo tale da non lasciare mai l’assistito sprovvisto del servizio.
Nel caso di gravi incompatibilità o in tutti quei quasi in cui si rende necessaria la risoluzione del rapporto di lavoro (trasferimento in struttura, decesso e diverse scelte di gestione dell’assistito, …) quest’ultimo può essere attuato da ciascuna delle parti ed è regolamentato dal CCNL Domestico con le seguenti modalità.

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*I termini saranno ridotti del 50* nel caso di dimissioni da parte del lavoratore.
In caso di mancato o insufficiente preavviso, la parte recedente deve alla controparte un’indennità corrispondente alla retribuzione del periodo di preavviso non concesso.


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Il lavoratore chiamato a prestare servizio oltre l’orario stabilito, ha diritto al pagamento delle ore straordinarie prestate con le seguenti maggiorazioni:

  • Del 25%, se prestato dalle 6:00 alle 22:00;
  • Del 50%, se prestato dalle 22:00 alle 6:00;
  • Del 60%, se prestato di domenica o in una delle festività indicate nel CCNL.

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Fondamentalmente il mansionario dell’assistenza domiciliare generica comprende: l’aiuto per alzarsi dal letto, la pulizia e cura dell’igiene personale, la vestizione, la preparazione e somministrazione dei pasti, il supporto durante la deambulazione e nella mobilitazione dell’assistito/a se costretto a letto, la compagnia e sorveglianza, la pulizia dell’alloggio e le altre attività domestiche.

Tuttavia, vi sono alcune mansioni che sono assolutamente da escludere come, ad esempio, le prestazioni di tipo infermieristico, le pulizie pesanti e qualsiasi mansione pericolosa per la sua sicurezza. A questo proposito fa fede la normativa sulla sicurezza sul lavoro in base alle attuali leggi in vigore.


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Il datore di lavoro ha l’obbligo di comunicare all'Inps l’assunzione e anche l’eventuale trasformazione o cessazione del rapporto di lavoro. Qualsiasi omissione o ritardo di una comunicazione all’Inps comporterà una sanzione amministrativa che va da 100 a 500 euro per ogni lavoratore di cui non si è comunicata l’assunzione.
Nel caso non avvenga l’iscrizione del lavoratore domestico all’Inps, la Direzione Provinciale del Lavoro la sanzione varia da 1.500 euro a 12.000 euro per ciascun lavoratore “in nero”, con la maggiorazione di 150 euro per ciascuna giornata di lavoro effettivo, cumulabile con le altre sanzioni amministrative e civili previste contro il lavoro nero.

Anche il versamento tardivo dei contributi, in presenza di iscrizione regolare, comporta l’applicazione di sanzioni civili con il tasso vigente al momento del pagamento.

Particolare attenzione merita una questione molto “spinosa” che riguarda le famiglie che si affidano ad agenzie che non gestiscono correttamente il rapporto di lavoro con “i lavoratori domestici”. Spesso infatti per rasserenare il cliente queste realtà firmano degli accordi con i quali si impegnano a tenere sollevata la famiglia da qualsiasi responsabilità in tema di vertenze di lavoro. Purtroppo però queste clausole sono totalmente inefficaci in quanto la legge italiana, per tutelare il lavoratore, prevede che vi sia la totale corresponsabilità dei datori di lavoro con i “fruitori” del lavoro stesso.

È bene quindi fare molta attenzione e verificate che le persone che lavorano presso la vostra casa abbiano “tutte le carte in regola”.


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Il titolare di un lavoratore domestico può usufruire di alcune agevolazioni fiscali relative ai contributi versati regolarmente all’Inps.

I contributi obbligatori versati per colf e per addetti all'assistenza di persone autosufficienti possono essere dedotti dal proprio reddito per un importo massimo fisso di 1.549,36 euro l'anno e il datore di lavoro deve conservare le ricevute dei bollettini INPS.

Per gli addetti all'assistenza di persone non autosufficienti, il datore di lavoro può detrarre il 19% delle spese dall'imposta lorda, fino a un importo massimo di 2.100 euro l'anno. L’agevolazione spetta al soggetto non autosufficiente o ai familiari che affrontano la spesa.

Per usufruire di tale agevolazione, sono necessari i seguenti documenti:

  • il certificato medico che attesti la condizione di non autosufficienza
  • le ricevute delle retribuzioni erogate firmate dal lavoratore.

Si specifica inoltre che si può usufruire della detrazione solo se il reddito complessivo è inferiore a 40.000 euro.


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Per ogni anno di servizio, il lavoratore ha diritto ad un periodo di ferie di 26 giorni lavorativi che saranno concordate con il datore di lavoro.

Nel caso il contratto di lavoro finisca le ferie maturate andranno retribuite.

Le ferie non possono essere godute durante il periodo di preavviso e di licenziamento, né durante il periodo di malattia e infortunio.

Durante le ferie, il lavoratore domestico continuerà a maturare contributi.

Al lavoratore che – avendone diritto – non usufruisce del vitto e dell’alloggio durante il periodo di ferie, spetta il compenso sostitutivo convenzionale che nel 2020 è stato fissato a 5,61 euro al giorno.


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Colf, badanti, baby sitter hanno diritto a permessi retribuiti nelle quantità elencate di seguito:

  • Lavoratori conviventi: 16 ore annue
  • Lavoratori non conviventi con orario non inferiore alle 30 ore settimanali: 12 ore annue.

Per i lavoratori non conviventi con orario inferiore alle 30 ore settimanali, le 12 ore saranno riproporzionate a seconda delle ore settimanali lavorate.

Inoltre si tengono presenti i seguenti criteri della normativa:

  • Lutto: 3 giorni lavorativi se conviventi o parenti entro il 2° grado,
  • Congedo Matrimoniale: 15 giorni di calendario
  • Congedo paternità: 2 giorni andranno retribuiti al padre
  • Maternità: 2 mesi precedenti la data presunta del parto e 3 mesi dopo il parto, salvo i posticipi autorizzati.

In tutti gli altri casi e quando i giorni di ferie e di permesso maturati non siano sufficienti a coprire un’eventuale breve assenza, dovrà essere richiesto un permesso non retribuito.


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Il riposo settimanale, per i lavoratori conviventi, è di 36 ore e deve essere goduto per 24 ore la giornata di domenica, mentre le restanti 12 ore possono essere godute in un altro giorno della settimana, concordato insieme alla famiglia.

Se il lavoratore effettua prestazioni lavorative nelle 12 ore di riposo non domenicale, le ore lavorate saranno retribuite con una maggiorazione del 40% a meno che il riposo non sia goduto in altro giorno della stessa settimana.

È importante specificare che durante le ore di riposo il lavoratore potrà usufruire del tempo e dello spazio come più gli aggrada, nel rispetto dell’assistito e della sua famiglia. Ad esempio, qualora il lavoratore avesse piacere di passare tutte le ore di riposo in casa a dormire, questa volontà dovrà essere rispettata e non infranta.

Il lavoratore convivente, inoltre, ha diritto a un periodo di riposo non inferiore a 11 ore nell’arco di ciascuna giornata, atto a mantenere il suo equilibrio e benessere psico-fisico.


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Con servizio notturno s’intende un servizio che solitamente va dalle 20.00 alle 8.00 e che può essere variato a seconda delle esigenze familiari. Nell’applicazione di un contratto di lavoro notturno bisogna inoltre suddividere le due opzioni:

  • Assistenza notturna: solitamente il contratto è un livello CS o DS (se l’operatore è formato professionalmente). L’assistito ha bisogno di cure continue e quindi l’operatore rimarrà sveglio e vigile durante l’arco della notte.
  • Presenza notturna: l’operatore – solitamente generico e senza particolare formazione – dorme in una stanza separata e dovrà assistere solo raramente e in caso di emergenza la persona.

 

La scelta dell’operatore dipende dall’esigenza della famiglia e dall’assistito; a seconda infatti della gravità della situazione e delle mansioni che vengono richieste, la Royal Assistance valuta insieme al cliente la tipologia di figura più adatta all’assistenza notturna, che sia a casa o in ospedale: infermiere, operatore socio sanitario,operatore socio assistenziale oppure un operatore generico di assistenza con o senza formazione di base.


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Nel caso di assistenza ospedaliera l’operatore – noto all’azienda ospedaliera di riferimento – sarà fornita di cartellino di riconoscimento e dei DPI necessari all’espletamento del servizio. I compiti e le mansioni che porterà a termine sono le seguenti: veglia notturna, chiamare supporto infermieristica, aiuto nell’alzata al bagno, dare dell’acqua, igiene personale, compagnia, supporto emotivo, …

È importante sapere che un’assistenza ospedaliera in regola ha il vantaggio che la fattura può essere scaricata come spesa assistenziale e che – in caso di qualche problema – c’è un’assicurazione che copre il lavoratore e il lavoro che compie.


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