Badante a ore

Cercasi badanti: un’esigenza
sociale in crescita

Dal vocabolario Treccani, il verbo “badare” ha molteplici significati: attendere a, averne cura, sorvegliare, guardare, custodire, dedicarsi attivamente a, aver cura di, fare attenzione, dare importanza a; da qui nasce il temine “badante” che, usato nella maggior parte dei casi ed erroneamente al femminile. Questa voce rappresenta una persona che si prende cura di un’altra persona, solitamente un anziano o qualcuno che ha delle autonomie e capacità limitate.

Tale termine ha assunto con il tempo un senso negativo e a volte quasi discriminante. Bisogna considerare invece, che le radici di questa parola sono nobili e dense di significati positivi, primo tra tutti quello della dimensione della cura.

Nello specifico il o la badante a ore è una persona priva di attestati professionalizzanti che svolge un determinato ore di lavoro accudendo a domicilio persone semi o del tutto non autosufficienti.

Col tempo si sono aggiunti anche altri termini per indicare tale professione, come “assistente familiare” e “addetta alla cura della persona”. Queste parole sono oggi regolarmente riconosciute a livello legislativo con il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico.

L’assistenza continuativa

Come è nata la figura della badante convivente e perché è stata sviluppata negli anni questo tipo di assistenza continuativa? Attualmente circa un milione di anziani rimane a vivere all’interno dell’ambiente familiare, nonostante la loro disabilità; al contempo però i ritmi frenetici hanno reso difficile per i familiari occuparsi a tempo pieno del loro anziano.

Se si assiste una persona non autosufficiente, e non si ha una formazione professionale il corretto livello di inquadramento della badante è il livello CS; altrimenti si applica il livello DS.  Tuttavia la persona tramite la pratica e l’esperienza può occuparsi a pieno di mansioni specifiche e delicate sia dal punto di vista pratico-organizzative che da quello emotivo e relazionale: prendersi cura del corpo dell’anziano, preparare e somministrare i pasti, sbrigare le faccende domestiche ordinarie, assicurarsi che il malato prenda le medicine alle dosi e agli orari prescritti dal medico, fare compagnia e condividere momenti di quotidianità e di dialogo.

Così come le mansioni, anche gli orari di lavoro possono variare a seconda delle necessità. L’impegno può essere part-time (40 ore settimanali o 54 ore settimanali), full time giornaliero, notturno oppure un lavoro di assistenza continua in convivenza. In quest’ultimo caso il lavoratore sarà presente in casa in modo regolare assicurando alla famiglia un supporto continuativo e costante. Al contempo il datore di lavoro dovrà assicurare i momenti di riposo e di privacy del lavoratore.

Per i familiari, quindi, il lavoro della badante a ore è una preziosa opportunità di conciliare i tempi per la famiglia e il lavoro: nei momenti di forte stress è infatti molto importante la possibilità di ricevere sostegno da parte di una persona professionale e degna di fiducia.

La professione della badante a ore

Da alcuni studi statistici effettuati è emerso che nel 2019 in Italia i lavoratori domestici sono stati 2 milioni e di questi solo 859 mila sono lavoratori regolari. Dentro questa statistica si è visto inoltre che la professione dell’assistente domestico è intrapreso da 402 mila persone delle quali la stragrande maggioranza sono donne.

Molte sono quindi le famiglie italiane che cercano un’assistenza domestica come aiuto nel prendersi cura dei propri cari ormai fragili e anziani, bisognosi di cure e di una presenza costante a loro fianco. Purtroppo in questi ultimi anni si è visto che un gran numero di famiglie assume in modo irregolare una badante. Questo fa sì che, oltre a non tutelare il lavoratore stesso, mettono a rischio anche la loro famiglia.

I livelli di inquadramento del CCNL Domestico si distinguono in base alle mansioni e alle competenze del lavoratore: igienico-sanitarie, organizzative e comunicative. In particolare i livelli BS e CS riguardano l’accudimento di persone autosufficienti e non autosufficienti, riguardano cioè nello specifico la figura della badante.

Poiché i profili professionali posso essere vari, è importante per i familiari essere informati e guidati nella scelta. È infatti difficile orientarsi tra l’esigenza di una soluzione veloce e, al tempo stesso, la sicurezza rispetto alla scelta che si sta per fare.

Per questo la nostra agenzia Royal Assistance si prende carico delle richieste delle sue famiglie. Le sostiene nel percorso della selezione e dell’inserimento lavorativo, dà consigli e consulenza alle famiglie e anche agli stessi assistenti domiciliari e badanti. Infine facilita l’assunzione dei lavoratori occupandosi in toto delle pratiche amministrative e burocratiche.

Pubblicato nella categoria

Condividi questo contenuto sui social

Torna su