I benefici del cioccolato fondente giovano alla nostra vita

GIovane donna addenta barretta di cioccolato fondente

Il cioccolato è “il cibo degli dei” nell’antica cultura Maya. Tutto il mondo va pazzo di questo alimento e soltanto in Italia il consumo per famiglia è stimato mediamente intorno ai 5 kg annuali. Gianduia, bianco, al latte: le diverse tipologie di lavorazione rendono questo prodotto variegato e adattabile ad ogni differente palato. Ma è nei benefici del cioccolato fondente che troviamo la massima espressione delle qualità di questa delizia  nata oltreoceano.

Una storia antica dei benefici della cioccolata fondente

Tra le scoperte alimentari iniziate con l’impresa di Cristoforo Colombo nel tardo ‘400, possiamo annoverare numerosi prodotti che sarebbero diventati di larghissimo consumo nel resto del mondo.

Pomodori, patate, mais, peperoncino e anche il nocivo tabacco sono tutti figli del nuovo mondo e generi che, nel bene e nel male, ci accompagnano nel nostro quotidiano.

A non stupire particolarmente il famoso navigatore genovese fu invece una bevanda scura e dal gusto particolare, consumata comunemente dalla nobiltà indigena delle neo scoperte Americhe.

Estratta dai semi della pianta denominata Theobroma cacao , la bevanda frutto di miscela con acqua e spezie quali il peperoncino, rispondeva al nome di  chocolhaa. Nome che nel  tempo gli spagnoli avrebbero mutato in chocolate, traduzione della nostra amata cioccolata.

Il disinteresse di Colombo, non affascinato dal gusto intrigante della sostanza, parrebbe avergli fatto presentare alla corte spagnola i preziosi semi del cacao più per dovere che per sincera stima delle qualità organolettiche del prodotto.

A quanto pare il famoso intuito, che aveva portato l’esploratore alla scoperta di nuove terre oltre l’oceano, l’aveva tratto in inganno nello svalutare questo alimento. Del gusto e dei benefici del cioccolato, fondente e non, si sarebbe difatti innamorato tutto il pianeta.

I primi segni della coltivazione del cacao

È all’antica civiltà dei Maya da attribuire il primo tentativo di crescita in larga scala della pianta di cacao, ben 1000 anni prima della nascita di Cristo.

Ma le prove archeologiche del consumo parlano di quasi 6000 anni di storia, facendo ben intendere quanto le popolazioni precolombiane godessero da lungo tempo dei benefici del cioccolato fondente.

L’alimento era così prezioso che i semi del cacao venivano utilizzati sovente come moneta e l’utilizzo a carattere cerimoniale, come offerta agli dei, era frequente. Destinatari del consumo erano ovviamente gli appartenenti alle caste più elevate, quali quella dei guerrieri, dei sacerdoti e della nobiltà in generale.

Offerta ai conquistadores spagnoli, scambiati per divinità dagli indigeni, la cioccolata diventa un’esclusiva della Spagna, che intuendone il potenziale ne incrementa le piantagioni. Dando inizio a un commercio, quello del cacao, che nell’arco di un secolo si sarebbe diffuso capillarmente in tutta Europa.

“Non c’è così tanta metafisica sulla terra come in un cioccolatino.” Fernando Pessoa

Proprietà e benefici del cioccolato fondente

Come abbiamo visto la cioccolata è principalmente frutto del seme di cacao tostato, ma solitamente non del prodotto intero, bensì della miscela delle sue due componenti principali. Una parte è appunto quella magra della polvere di cacao, mentre invece la massa grassa è quella del burro di cacao.

L’unione in varie proporzioni con l’addizione di altri alimenti quali zucchero, latte, nocciole ne definisce la qualità e la tipologia. Per poter identificare un cioccolato “fondente”, parliamo di un contenuto complessivo di cacao non inferiore al 45%, di cui una quantità di massa grassa non inferiore al 26%.

Sebbene alcuni prodotti addizionati al latte o costituiti di solo burro di cacao possano essere considerati mediamente più appetibili dal grande pubblico, il paragone con i benefici della cioccolata fondente non li fa reggere il confronto.

Se l’aspetto organolettico è opinabile in base al gusto personale, quello nutrizionale non lascia dubbi. Le cioccolate meno “pure”, arricchite di latticini e zuccheri e più povere di polvere di cacao, qualitativamente risultano tendenzialmente scadenti, con un maggiore apporto di  grassi e una minor presenza di micronutrienti quali ferro, potassio e magnesio.

Non solo: la presenza di latte e derivati avrebbe il potere di diminuire gli effetti benefici del cioccolato, ostacolando l’assorbimento intestinale di flavonoidi, preziosi antiossidanti del cacao.

Come il cioccolato ci aiuta e quanto consumarne

Le proprietà più preziose di questo alimento sono a carattere principalmente antiossidante e antiinfiammatoria e sono direttamente legate alla qualità di lavorazione dello stesso.

Una dose giornaliera raccomandata di 25 gr circa ci dona un apporto di flavonoidi che svolgono una funzione protettiva a livello cardiovascolare, contrastando l’azione negativa del colesterolo nei vasi sanguigni.

La presenza dell’alcaloide teobromina ha invece un effetto vasodilatatore che risulterebbe particolarmente indicato nella prevenzione di ipertensione e del rischio infarti, regolando la pressione arteriosa.

Anche in ambito sportivo i benefici della cioccolata fondente sono riconosciuti. La letteratura scientifica ci svela una correlazione tra il consumo di questo prodotto, prima e dopo una prestazione atletica, con un incremento della performance e un minore stress ossidativo a carico dei tessuti muscolari.

Ultimo ma non di minore importanza è l’effetto antidepressivo della cioccolata, in seguito alla maggior produzione di serotonina, ormone direttamente coinvolto nella regolazione dell’umore. Grazie al quale patologie quali la depressione possono essere in parte arginate.

Cioccolato fondente: benefico ma con moderazione

Come ogni alimento, in base alla quantità assunta, anche la cioccolata può presentare delle controindicazioni sgradevoli.  Lo sanno bene coloro che soffrono di disturbi del tratto digerente quali reflusso gastroesofageo o sindrome del colon irritabile, per i quali la cioccolata al pari di caffè e alcool risulta particolarmente deleteria.

Non minor preoccupazione deve destare invece la presenza di cadmio, un metallo tossico che può costare complicazioni a livello epatico.

La presenza di questo elemento nel cioccolato è risibile, ma ne fa sconsigliare il consumo da parte di chi soffre di patologie al fegato e dei minori di 3 anni. Invitando inoltre a un’assunzione moderata a tutti i golosi di questo favoloso “cibo degli dei”.

Contatti

Sedi

iscriviti alla
nostra newsletter

seguici su facebook

© Royal Assistance – info@royalassistance.it
Privacy Policy | Cookie Policy
Web Design: GrigioWeb
Posizionamento siti internet by Logica di Luigi Loconte
© Royal Assistance – info@royalassistance.it
Privacy Policy | Cookie Policy
Web Design: GrigioWeb
Posizionamento siti internet
by Logica di Luigi Loconte