Come donare il sangue: una semplice guida

Ritratto di mani di un medico che regge la figura di un cuore

Il gesto di donare il sangue continua a essere un atto di generosità straordinario, indispensabile per poter garantire la vita a molte persone. Ogni anno 100.000 individui circa tra malati oncologici, vittime di gravi traumi e incidenti, destinatari di trapianti di organi o di altri interventi chirurgici, beneficiano della donazione volontaria di sangue. Senza la quale spesso non potrebbero sopravvivere.

A questo proposito il 14 Giugno si celebra l’evento globale dedicato ai donatori: il  World Blood Donor Day, che si terrà in Italia a Roma e vedrà l’intervento di numerose figure istituzionali, culturali e artistiche impegnate nel promuovere la donazione nella popolazione mondiale. Protagonisti dell’evento di quest’anno i giovani donatori e il loro fondamentale apporto alla causa sanitaria.

“Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.”
Albert Einstein

Se dunque poter essere d’aiuto con un piccolo sacrificio di sé, per il beneficio di molti, è sicuramente una cosa che abbiamo valutato almeno una volta nella vita, il come donare il sangue è probabilmente lo scalino nel quale ci troviamo più impreparati e al quale spesso desistiamo.

Ma quanto ne sappiamo veramente?

Come donare il sangue: le fasi di preparazione

Nelle vostre città il modo più semplice per poter diventare volontari è quello di rivolgersi a un  Centro Trasfusionale Ospedaliero o ai vari centri gestiti dalle Associazioni dei Donatori di Sangue (come il centro AVIS di Padova o quello FIDAS).

Da lì si svolgerà un colloquio con un medico atto a verificare l’idoneità alla donazione, nel totale anonimato di chi compie il gesto e che inoltre potrà essere utile a rilevare eventuali problematiche della tua salute.

I vari parametri che saranno valutati sono peso, emoglobina, pressione arteriosa e frequenza cardiaca. Ricevuto il semaforo verde al prelievo, ci verranno estratti i fluidi (fino a una quantità per legge non superiore ai 450 ml), al termine del quale ci si potrà riposare qualche minuto sul lettino prima di ristorarsi con una colazione offerta per ridare energia.

La funzione dei globuli rossi concentrati nel sangue è quella essenzialmente di correggere l’anemia in pazienti affetti da malattie ematologiche del sangue o da tumori.  Ad esempio, la chemioterapia distrugge le cellule del midollo osseo che perciò devono essere trasfuse. 

Le tipologie di donazione

Non solo il sangue intero potrà essere donato, in alcuni casi si potrà svolgere un prelievo mirato ad alcune singole componenti con la cosiddetta donazione in aferesi. Solitamente destinata ai donatori con esperienza, si svolge attraverso un macchinario che separa le componenti ematiche ricercate nel sangue, infondendo nuovamente quelle escluse dalla ricerca.

È il caso della donazione di plasma (plasmaferesi) o di piastrine (piastrinoaferesi), che prevedono una durata e una quantità di prelievo decisamente superiore  rispetto a quella classica.

Quali sono i requisiti per donare il sangue?

Avendo dunque capito come donare il sangue, dobbiamo in seguito capire se possiamo farlo.

I requisiti basilari per diventare volontari sono quelli di essere in buona salute e possedere un’età compresa tra i 18 e 60 anni (per la prima donazione), un peso non inferiore ai 50 kg e l’essere stati giudicati idonei da un medico attraverso gli esami precedentemente citati.

A questi parametri dobbiamo aggiungere alcune eccezioni che permetteranno di compiere il gesto anche in situazioni diverse, ma che fondamentalmente dovranno sempre ricevere l’ok del medico dopo un’attenta valutazione.

Fino a che età si può donare il sangue?

La prima donazione abbiamo indicato prevedere un’età compresa tra i 18 e i 60 anni, tuttavia è possibile donare oltre questo limite fino a un massimo di 70 anni. In tal caso sarà sufficiente presentare un ECG (elettrocardiogramma) in corso di validità al medico, che deciderà l’idoneità alla donazione.

Come donare il sangue: quando ne siamo esclusi

Se dunque la valutazione spetta al medico, ci sono alcune categorie di comportamenti e soggetti automaticamente esclusi da quest’opera di volontariato a carattere indeterminato:

  • Assunzione di droghe di varia natura (inclusa assunzione di steroidi) e alcolismo cronico;
  • Persone infette da malattie sessualmente trasmissibili ed epatiti B e C;
  • Portatori di tumori maligni e di gravi patologie croniche (quali alcune malattie autoimmuni e nefropatie);
  • Destinatari di alcune tipologie di trapianti (es. cornea);
  • Soggetti afflitti da asma bronchiale in terapia continuativa.

Oltre a questi casi limite ce ne sono altri che invece possono essere esclusi temporaneamente dalla donazione. In particolar modo vi è una sospensione temporanea per 4 mesi in caso di: tatuaggi, piercing, interventi chirurgici, trasfusioni di sangue, comportamenti sessuali a rischio, etc.

Ci sono infine alcune situazioni che possono comportare una sospensione temporanea dalla donazione per 6 o 12 mesi. In ogni caso, prima della donazione, il medico compierà sempre una ricostruzione anamnestica con l’aspirante donatore al fine di indirizzarlo nel migliore dei modi.

Quanto tempo tra una donazione e l'altra

Un gesto come donare il sangue è dunque indispensabile al funzionamento dell’apparato sanitario e nel poter dare speranza ai più deboli. Il carattere continuativo di questa azione è la forma più utile con la quale possiamo garantire disponibilità di questa risorsa vitale a coloro che sono soggetti a cure e assistenza ospedaliera.

Bisogna però poter rispettare alcuni tempi fisiologici per  la rigenerazione delle componenti ematiche prelevate, che comprendono un periodo di 3 mesi per gli uomini e di 6 mesi per le donne per le donazioni di sangue intero. Piastrine e plasma invece, riformandosi più velocemente, possono essere donate ogni 14 giorni, per il massimo beneficio di coloro che ne hanno costante necessità.

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