Giornata mondiale della risata: l'arte benefica del ridere

Donna che ride per la Giornata mondiale della risata

Ancora oggi una perla di saggezza popolare fa capolino nella nostra vita: “ridi che ti passa!”. Una sentenza famosa nel passato, che  verosimilmente avremo sentito dire dai nostri nonni, intenti nel farci passare un cruccio momentaneo o nel distrarci da un ginocchio sbucciato.

Che ci sia una grande verità dietro questa apparente frase consolatoria, deve averlo pensato soprattutto il medico indiano Madan Kataria. Istitutore nel 1998 della “World Laughter Day”, la giornata mondiale della risata.

Una ricorrenza da festeggiarsi ogni prima domenica di Maggio: lo scopo promuovere la pace nell’individuo e nel mondo, tramite quel potente ed energico strumento emotivo che è la risata.

Ridere per la pace: una missione per la giornata mondiale della risata

Quanto tu ridi, tu cambi, quando tu cambi, cambia il mondo intorno a teMadan Kataria

Il principio che ispira questa giornata è quello del cambiamento. Perché l’esercizio del ridere è opera di cambiamento dell’individuo: dall’aspetto chimico e fisiologico a quello sociale e culturale, i mutamenti in atto sono numerosi.
Endorfine e altri neurotrasmettitori ci inducono un senso di serenità, ma anche il nostro modo di porsi con le altre persone è più rilassato… e se quella risata è condivisa e contagiosa anche il benessere che porta con sé potrebbe esserlo!

Su queste basi si sviluppa una filosofia che vede questo strumento come mezzo d’unione tra popoli, che attraverso vari “club della risata” sparsi per tutto il mondo, mira a stabilire un senso di amicizia e fratellanza globale.
Fin dal principio l’iniziativa ha riscosso entusiasmo e una partecipazione massiccia. Celebre il primo esempio europeo di questa ricorrenza, avvenuto a Copenaghen nei primi 2000′: più di 10.000 persone in piazza per la “giornata mondiale della risata per la pace”!
Anche in tempo di covid-19 l’iniziativa non si ferma: numerosi gruppi in videoconferenza si ritrovano per ridere assieme ed esorcizzare anche lo stress pandemico.

Yoga della risata: una pratica di salute

“La risata è il sole che toglie l’inverno dal volto umano ” Victor Hugo


L’origine della giornata mondiale della risata nasce da una delle varie pratiche olistiche tipiche della cultura induista. Mescolando l’azione energica della risata alle tecniche di respiro comunemente eseguite nelle discipline orientali, Madan Kataria è sviluppatore di una vera e propria corrente Yoga, denominata appunto Yoga della risata.

Un beneficio, quello tratto da questo esercizio, applicabile a 360° nella vita dell’individuo, che ne può usufruire tanto in termini di salute quanto professionali e sociali.
Ma che come ogni disciplina prevede una certa costanza e una certa forma da sviluppare con sessioni guidate che indicano un tempo specifico d’esecuzione ed  una grande enfasi sull’azione del diaframma: per una risata forte ed energica che permetta di trarne il massimo giovamento,  altrimenti insufficiente con una breve risata spontanea.

I benefici del ridere nella giornata mondiale della risata

A elencare gli effetti positivi della pratica del ridere ci pensano non solo gli entusiasti dello Yoga della risata: numerosi studi scientifici intervengono nell’indicarci l’azione benefica di questa espressione emotiva.

Uno studio di un’università del Texas eseguito su un campione di lavoratori, ad esempio, evidenzia come un clima di lavoro sereno e allegro abbia un impatto positivo e diretto sulla produttività degli stessi impiegati.
Ma l’aspetto più rilevante e confermato da ricerche incrociate, è quello precedentemente menzionato sul piano ormonale.

Una sana risata di cuore si concretizza in un abbattimento drastico degli ormoni dello stress: 39% il cortisolo e 70% l’adrenalina, e un aumento del 27% le beta-endorfine, con la loro azione anti-depressiva.

“Ridi ogni volta che puoi: è una medicina a buon mercato.” Lord Byron

Quando la risata è indice di malattia

Se il ridere di gusto è una pratica generalmente salutare, purtroppo non sempre la risata è sinonimo di salute.
Il cinema ce ne dà un recente esempio con il “Joker” interpretato dall’oscar Joaquin Phoenix, il cui protagonista soffre di sindrome pseudobulbare: un disturbo neurologico che comporta la comparsa di risate incontrollabili, causando sofferenza e disagio in chi le subisce.

Se questa è una patologia meno diffusa, esempio più comune è invece quella della demenza di Alzheimer, la cui incidenza è stimata tra il 4 e il 6 % della popolazione anziana oltre i 65 anni d’età.
Chi ne soffre è soggetto ad una forte labilità emotiva, nella quale si può passare velocemente da uno spettro umorale a un altro: da una forte agitazione al ridere senza apparente motivo.

Nella terza età la comparsa di questo fenomeno degenerativo è causa di grande sconforto nel portatore che ne è consapevole.
Sapere dare la giusta attenzione a chi questo dramma lo vive interiormente e permettergli di poter ridere il più possibile “di cuore”, con consapevolezza e serenità, è una missione di Royal Assistance.

La sensibilità e le cure esperte dei nostri operatori qualificati sono a vostra disposizione: per poter far sì che nei vostri familiari anziani affidati alla nostra opera d’assistenza il sorriso sia abitudine spontanea e sintomo di benessere.

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