Smettere di fumare: una panoramica sulle tecniche moderne

Ragazza con sigaretta spezzata per promuovere lo smettere di fumare

Quello dell’avvicinare una sigaretta alle labbra, inalarne il fumo ed espirarlo in morbide volute è un gesto seducente.

In molti fumano: divi del cinema, personaggi di romanzi e poi ancora intellettuali, artisti, professionisti in carriera… fino ad arrivare ai “ganzi”, poco più che bambini, che nei cortili delle scuole ostentano il loro affermarsi già adulti, per lo stupore e il fascino dei loro coetanei.
Fumare ha il suo perché e quel “perché” ha a sua volta numerosi e carismatici testimonial.

Quel “perché” ha anche dei dati incontestabili e molto chiari: 8 milioni i morti all’anno nel mondo per le conseguenze legate al consumo di tabacco. Una media di 80 mila vittime in Italia, prima causa di morte e malattia prevenibile nel nostro paese.

Cancro al polmone e tumore della vescica le patologie maggiormente correlate, che si attestano tra il 70% e il 90% dei casi. Ma anche danni al sistema cardio-vascolare, disturbi respiratori cronici, disfunzioni erettili e una serie di altre problematiche debilitanti di diverse, spesso non minori, entità.

Smettere di fumare dovrebbe essere la prerogativa di ogni tabagista che abbia a tesoro la propria vita, essendone da lungo ben chiare le conseguenze.

Eppure, pur avendone il desiderio, questa scelta continua a essere per molti di una difficoltà all’apparenza insuperabile.

Perché smettere di fumare è così difficile?

La dipendenza da sigaretta non è da sottovalutare, anche a confronto delle altre tossicodipendenze.

Facendo leva sull’azione stimolante della nicotina (l’alcaloide di maggior presenza nel tabacco), il fumo produce subito una serie di effetti calmanti, inducendo un senso di piacere e relax.

Questo avviene principalmente per il rilascio della dopamina, neurotrasmettitore che si accumula nei circuiti di motivazione e ricompensa del cervello. Creando così un intenso fenomeno di gratificazione dal gesto, difficilmente sradicabile.

Come in tutti i fenomeni simili, il confine tra chimica e psicologia è dunque veramente labile.

Le tossicodipendenze agiscono prima nella nostra capacità di percepire benessere, utilizzando poi i nostri apparati psichici per “giustificare” l’assuefazione, anche a fronte di ovvie conseguenze.

Da ciò fanno capolino le varie euristiche dello “zio vissuto fino ai 90 anni fumando un  pacchetto al giorno”, e altre scorciatoie mentali per farci ignorare le statistiche e gli avvertimenti.
Nonché il problema più grande: quello con noi stessi.

Smetto di fumare: il primo passo

Siamo adesso giunti a riconoscere il problema che si nasconde in noi e che mina la nostra fiducia, non essendo capaci di un gesto risolutivo per smettere di fumare. Pur non sembrando così, già un grande passo è stato compiuto.

Arrivati a questa conclusione, uno dei primissimi step per decidersi all’azione è il counselling (consulto). Questo consiste semplicemente nell’ottenere consigli e informazioni dal proprio medico curante o da uno dei consulenti dei centri antifumo istituiti dall’Istituto di Sanità Superiore.

Già il rivolgersi ad un aiuto esterno e a vari centri ascolto, risulta particolarmente incisivo nel far cessare la dipendenza dal fumo; senza necessità di ulteriori strumenti o trattamenti specifici.

Anche la Regione Veneto ha un suo piano di prevenzione attivato, che mira a contrastare il tabagismo e dal quale portale si possono ricevere utili informazioni.

Sveglia collegata a stetoscopio e messaggio di smettere di fumare

Le tecniche per smettere di fumare

Talvolta consigli e forza di volontà non risultano sufficienti: i nostri tentativi di smettere si concretizzano in ricadute costanti, magari con un aggravarsi della dipendenza che ci sfiducia ulteriormente. In questi casi risulta utile affidarsi a degli strumenti ben precisi e adatti alla risoluzione del problema.

Semplicemente consultando gli “stores” di App del tuo telefono troverai software sviluppati appositamente per delineare strategie utili a sottrarre il tuo corpo all’inganno della nicotina.
Tuttavia il tuo caso, giunti a questo punto, potrebbe necessitare di qualcosa di più forte.

Ecco in seguito una panoramica delle soluzioni moderne (e non) per poter dire finalmente addio alle sigarette.

Prodotti a base di nicotina

Abbiamo già precedentemente individuato il ruolo determinante della nicotina nell’attivazione dei circuiti di dipendenza. Sfruttando proprio questo fattore, sono stati sviluppati e messi in commercio prodotti che consentono un’assunzione ridotta e controllata di questo alcaloide.

Cerotti, spray, gomme da masticare sono tra le più comuni terapie sostitutive; mirano a fare smettere con il fumo contrastando l’astinenza dal tabacco, al quale il nostro corpo è assuefatto.

Dubbi e polemiche invece riguardano le sempre più diffuse sigarette elettroniche, le quali non ricevono ancora l’ok della sanità.

Pur non essendo presenti danni da combustione (tranne che in alcuni modelli più recenti a cartucce), gli effetti sulla salute sono ancora ignoti. La possibilità che facciano perennemente da “apripista” alle sigarette,  non sradicandone il gesto fisico, non è infatti remota.

Terapie farmacologiche

Anche alcuni farmaci agiscono direttamente contrastando il ruolo del neurotrasmettitore del tabacco. Buproprione e vareniclina sono quelli più frequentemente prescritti, i quali possono essere utilizzati congiuntamente alla nicotina o da soli, andando a contrastare i fenomeni depressivi dovuti dall’astinenza.

In questo caso l’aiuto concreto nello smettere di fumare arriva dal cessare del desiderio stesso verso le sigarette.

Assistenza psicologica

Il già citato consulto dei centri antifumo può offrire ascolto e numerose strategie nel trattare la dipendenza. Tuttavia l’adozione di metodi ben precisi, quali quelli reperibili in vari libri che trattano specificamente il fenomeno, o forniti da psicologi e gruppi di sostegno, spesso si rivelano maggiormente risolutivi.

Consultare un professionista ha sicuramente un prezzo da prendere in considerazione. Prezzo però ampiamente ammortizzabile con il risparmio sul tabacco e sugli effetti a lungo termine sulla tua salute.

Sport ed attività fisica

Ultimo, ma non per importanza, il mezzo più impegnativo ma funzionante su vari piani: l’attività motoria. Sui benefici del muoversi per l’animale-uomo, la scienza, è risaputo, non risparmia lodi. Dallo stato di salute mentale a quello generale di tutto l’organismo, muoversi è, oltre che un consiglio da medico, una necessità e un dovere verso noi stessi.

Infine ricordiamo, impegnarsi su un’attività fisica costante, è prima di tutto investire su un elemento fondamentale, per poter sconfiggere le dipendenze e smettere di fumare: la forza di volontà.

“La forza non deriva dalla capacità fisica. Deriva da una volontà indomabile.” – Mahatma Gandhi

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