Le sorprendenti funzioni della rabbia

Ragazza in ufficio in posizione meditativa e calma mentre due colleghi manifestano rabbia nei suoi confronti

È difficile non vedere la rabbia come un’emozione negativa e spiacevole. Eppure è uno di quei meccanismi che ci accompagna dalla nascita e che riveste un ruolo molto utile per il nostro sviluppo come individui.

Quando questa però viene seguita da comportamenti aggressivi, allora è bene fare un passo indietro e cercare di capire come utilizzare in maniera costruttiva questa emozione. Solo così potremo sfruttare a nostro favore le sorprendenti funzioni della rabbia!   

Cos'è la rabbia

La rabbia, secondo lo psicologo statunitense Paul Ekman, è una delle emozioni primarie, ovvero fa parte di quella gamma di emozioni di base e universali valide per ogni popolo e cultura. Si innesca spesso in risposta a un senso di minaccia e porta all’attivazione del sistema nervoso simpatico, il quale è legato infatti alle cosiddette reazioni di attacco o fuga (fight or flight).

Ciò determina principalmente una funzione adattativa di questa emozione, in quanto ci aiuta a sopravvivere in un ambiente che può essere ostile.

Al giorno d’oggi la rabbia ha meno occasioni di essere finalizzata unicamente alla sopravvivenza; tuttavia continua a manifestarsi e a rivestire una certa utilità per la nostra crescita personale, come ad esempio quando si percepisce di aver subito un torto e si vuole esprimere il proprio disappunto. L’ira può essere quindi utile nel farci affermare i nostri diritti e la nostra dignità.

Quando non ci è possibile esprimere questo stato d’animo bisogna prestare attenzione che i pensieri e le parole inespresse non si tramutino in azioni e comportamenti aggressivi. Per sfruttare le sorprendenti funzioni della rabbia al meglio, dobbiamo quindi essere in grado di gestire questo istinto e usarlo a nostro favore.

“Trattenere la rabbia è come trattenere un carbone ardente con l’intento di gettarlo a qualcun altro; sei tu quello che si scotta.” – il Buddha

Quali sono le sorprendenti funzioni della rabbia?

L’ira, quando non trova un’adeguata modalità di espressione, diventa incontrollata e dannosa. Aggredire verbalmente o fisicamente qualcuno, manifestare atteggiamenti passivo-aggressivi o rivolgere l’aggressività verso noi stessi con comportamenti di autolesionismo, sono gli elementi che costituiscono la rabbia disadattativa e distruttiva.

Trovare dei modi di controllare e gestire la rabbia, esprimerla in modo vantaggioso per noi stessi e gli altri, è la modalità corretta per rendere costruttiva questa emozione. Ecco una serie di accorgimenti che si possono utilizzare:

  • Impara a riconoscere i segnali della rabbia quando si sta per scatenare. Non solo quelli fisici (tensione muscolare, calore, maggior frequenza di battito cardiaco), ma anche quelli mentali (pensieri che diventano aggressivi e ossessivi). Questo ti aiuterà a mantenere la calma;
  • Analizza la situazione e il soggetto che ci ha fatto arrabbiare. Era veramente sua intenzione? Abbiamo responsabilità nell’accaduto? La persona in questione è lucida?
  • Sostituisci i comportamenti aggressivi con altri più gestibili se non riesci a mantenere la calma. Fai una camminata, conta i tuoi respiri, trova un modo di sfogare la tensione a livello motorio; se riesci, ridici sopra.

Riuscire a dominare gli aspetti più irruenti del sentimento rabbioso può renderci maggiormente lucidi nel voler affermare le nostre ragioni senza cadere in alcuna forma di violenza. Questa caratteristica si chiama assertività, che è proprio la capacità di far valere le proprie ragioni in maniera costruttiva, soprattutto grazie all’uso del dialogo come strumento di confronto con chi ci ha fatto arrabbiare.

Raffinare questa modalità di esprimere questo istinto potrà quindi garantirci la possibilità di guadagnare autorevolezza e prestigio nei nostri ambienti di riferimento, evitando di subire passivamente le situazioni ma affermando sempre la nostra dignità.

Ma non è questa l’unica sorprendente funzione della rabbia: grazie a un controllo più saldo, potremo usarla come grinta per aiutarci nel perseguire i nostri obbiettivi e nel rafforzare le nostre decisioni personali!

La rabbia in terza età e in malattia

La rabbia è un sentimento che si può provare a tutte le età e soprattutto in adolescenza può emergere in modo esplosivo e talvolta incontrollato. Anche in terza età questo sentimento può talvolta emergere in maniera impulsivo, riversando sui propri caregiver e sugli assistenti di riferimento la frustrazione per la propria condizione di disagio e debolezza.

Diamo quindi qualche indicazione utile per la gestione dell’ira nell’anziano:

  • La paura è spesso causa di rabbia e aggressività. Imparate a comprendere che il manifestarsi di questi sentimenti è spesso un comportamento difensivo e non mirato al farvi del male;
  • Chi soffre di Alzheimer, spesso ha un umore instabile. Non soffermatevi su questi scatti d’ira, spesso sono passeggeri e molto rapidi a svanire. Piuttosto cercate di capire cosa scatena questi stati emotivi in maniera ricorrente, cercando di eliminare il ripetersi del problema;
  • Non esagerate con il gesto di intervenire, anche di fronte a comportamenti strani o scorretti da parte dell’assistito. Un atteggiamento troppo protettivo o impositivo può essere visto da parte degli anziani come una minaccia, che va a ledere la loro autonomia e la loro dignità personale.

Come sempre il ruolo di assistere qualcuno in terza età è un compito complesso che richiede pazienza e numerose strategie di coping. Quando accadono episodi spiacevoli non sempre è facile rimanere lucidi e saldi nel proprio ruolo. Se si dovesse avere la necessità di un supporto è importante rivolgersi a un professionista che ci aiuti a fronteggiare le emozioni e gli effetti che queste provocano in noi e nelle persone che ci circondano. 

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