Montagne venete, la sfida all'accessibilità

Uomo su sedia a rotelle che fotografa un panorama montano

Le Prealpi come le Dolomiti rientrano tra mete turistiche italiane più ambite, che ogni anno richiamano a sé migliaia di visitatori da tutto il mondo. Con la loro estensione in quattro delle provincie della regione, le montagne venete sono uno dei fiori all’occhiello della ricchezza culturale e paesaggistica del nostro territorio.

A riconoscerne il grande valore è la stessa UNESCO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura ha inserito le Dolomiti tra i beni Patrimonio Naturale dell’Umanità Questa organizzazione è inoltre partner di progetti ambiziosi, tra cui quello di rendere la montagna e alcune delle sue vette raggiungibili a tutti, superando anche la barriera dei limiti fisici individuali.

“Quando guardo le montagne ho i sentimenti delle montagne dentro di me: li sento, come Beethoven che sentiva i suoni nella testa quando era sordo e compose la Nona sinfonia. Le rocce, le pareti e le scalate sono un’opera d’arte” – Reinhold Messner

Montagna e disabilità, due difficoltà a confronto

C’è da dire che forse la vera bellezza delle montagne sta proprio nella difficoltà e nella sfida del percorrere sentieri e raggiungere le cime. Da questo punto di vista rendere le montagne venete sempre più accessibili, per alcuni potrebbe voler dire snaturarne l’essenza più pura. Tuttavia non dovremmo dimenticarci che la difficoltà è spesso soggettiva e che le disabilità sono molteplici.

Oggi risulta più accessibile fare esperienza delle asperità della montagna e poterne allo stesso tempo godere della bellezza paesaggistica, ambientale ed emotiva, anche in presenza di limitazioni fisiche.

Numerosi sono i progetti in sviluppo sull’argomento che si pongono proprio l’obbiettivo di rendere maggiormente accessibili mete naturalistiche apparentemente irraggiungibili per chi ha una disabilità. Un esempio tra questi è il GATE  – Granting Accessible Tourism for Everyone.

Destinatari di queste iniziative non sono solo coloro che vogliono “sfidare” i limiti della propria disabilità, ma anche famiglie con bambini piccoli e anziani con necessità d’assistenza, facilitando innanzitutto la percorrenza degli itinerari anche in presenza di carrozzine e passeggini.

Cinque percorsi delle montagne venete facilmente accessibili

Sul sito delle Dolomiti è possibile visualizzare un elenco con una comoda mappa interattiva di percorsi praticabili sulle montagne venete anche in presenza di varie forme di disabilità. Ecco di seguito alcune delle nostre proposte di alcuni degli itinerari più belli e inclusivi della regione: 

Sentiero della Sensibilità

Questo percorso nella Conca dell’Alpago, in provincia di Belluno, nasce proprio con l’idea di far vivere in autonomia l’esperienza della montagna a varie tipologie di disabilità: oltre che motorie anche visive e uditive. Il sentiero prevede 24 km, diversi punti d’accesso e si accompagna a un app sviluppata per supportare i disabili nell’escursione, arricchendone l’esperienza anche con contenuti multimediali.

Strada delle Penise

Questo percorso nella località di Campo Solagna (VI) offre alcune delle splendide vedute del monte Grappa: spazi aperti, la fragranza della natura e degli elementi naturali in una dolce passeggiata con possibilità di percorrenza anche con la carrozzina. Il forte contrasto di correnti d’aria, tuttavia, può dettare una variabilità climatica molto frequente, un consiglio quindi a non presentarsi impreparati con l’abbigliamento!

Rifugio Talamini

Situato in Zoppè di Cadore (BL), quello verso il rifugio Talamini è un itinerario dolomitico percorribile su strada parzialmente asfaltata, in leggera salita, da carrozzine adeguate a terreni irregolari. Si sviluppa tra i boschi di larice e i prati della Val di Zoldo, offrendo suggestive panoramiche sui monti Pelmo, Civetta e Antelao.

Sentiero naturalistico Orsera

Il sentiero Orsera, collocato nell’isola ambientale della Val Canzoi, è un itinerario ad anello che consente la visita dei laghetti di Sant’Eustachio, zona faunistica di rilievo per la coesistenza di numerosi e rari esemplari animali. La sua percorrenza è consigliata durante la primavera e l’autunno, perché più accessibile tra quelle proposte, non richiedendo l’ausilio di alcuna carrozzina speciale, sebbene sia consigliato di un modello adatto ad esterni e di ruotino.

Passo San Pellegrino

Con destinazione il rifugio Fuciade, questo itinerario< permette di ammirare uno dei più caratteristici paesaggi dolomitici, con le sue imponenti pareti di roccia, i dolci pascoli e le zone boschive. Attraverso la conca di Fuciade, il percorso permette inoltre la vista sul gruppo della Marmolada e sul Sasso Vernale. Viene indicato come di media difficoltà ed è accessibile con carrozzine adeguate a fondo stradale non uniforme, principalmente nel periodo estivo o strettamente a ridosso.

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