Yoga in gravidanza: benefici per una gestazione armoniosa

Ragazza in gravidanza di profilo medita in posizione Yoga con paesaggio collinare su sfondo

Tra le discipline orientali di maggiore sviluppo, lo Yoga ricopre un posto sempre più rilevante nel nostro tempo libero. Nata come attività mirata alla crescita spirituale dell’individuo, grazie al suo aspetto di lavoro sul fisico e sul respiro attraverso posture codificate, trova oggi un grande riscontro come attività di salute e di benessere olistico. Anche nei casi più disparati e inconsueti.

È il caso dello Yoga in gravidanza, che sta prendendo sempre più piede tra le neo-mamme, desiderose di intraprendere questo percorso per il bene proprio e del proprio bebè.

Ma fare Yoga durante la dolce attesa è sicuro?

Che cos'è lo Yoga

Lo Yoga nasce dalla tradizione indù come un insieme di pratiche fisiche e meditative il cui scopo è l’elevazione spirituale di chi le persegue. È una dottrina iniziatica, che si prefigge di raggiungere l’illuminazione attraverso l’insegnamento di un maestro, denominato Yogi.

I maggiori elementi che contraddistinguono questa disciplina per come la conosciamo in occidente sono:

  • Le asana, posizioni mirate a un miglioramento del nostro corpo in termini di tono muscolare, flessibilità, circolazione sanguigna, mobilità articolare e percezione corporea;
  • il pranayama, insieme di tecniche di respirazione per istruirci a un uso consapevole del diaframma, aiutandoci nella gestione dello stress, di disturbi quali insonnia, ansia etc.;
  • le tecniche di meditazione, che ci aiutano nel limitare l’iperattività dispersiva del pensiero, rendendoci più “presenti” nel momento e coscienti dei meccanismi che si nascondono nella nostra mente.

La natura tendenzialmente statica dello Yoga, che permette un buon controllo di ogni fase di lavoro, ne permette la pratica in ampie fasce della popolazione. Anziani e persone con varie problematiche di salute ne possono beneficiare, come anche i giovanissimi. Non da  meno si rende particolarmente utile, per favorire una gestazione armoniosa e facilitare il parto, avviare un percorso di Yoga prenatale.

L'aiuto dello Yoga durante la gravidanza

Respiro. Mobilità. Consapevolezza.

Abbiamo visto come questi tre elementi costituiscono buona parte della struttura della disciplina, dai quali le future mamme possono trarne grande vantaggio.

Allenare la respirazione ci prepara alla delicata fase del travaglio, aiuta ad alleviare alcuni sintomi quali nausea e contrazioni, a gestire meglio i cambiamenti emotivi e  lo stress.

La pratica delle asana invece ci risulta utile nel attenuare l’inevitabile mal di schiena e il senso di gonfiore e pesantezza agli arti inferiori.

Inoltre risultano particolarmente utili, nella mobilizzazione e rinforzo dei muscoli pelvici e del perineo, posizioni quali Baddha konasana (posizione del calzolaio) e Bhadrasana (posizione del trono).

Tadasana (posizione della montagna) e Sardulasana (movimento della tigre) ci possono invece aiutare nel rendere flessibile la colonna vertebrale e rafforzare la muscolatura di schiena e gambe.

Infine la meditazione completa il quadro: può essere utile sia ad affrontare le inevitabili paure che accompagnano questa esperienza, facendoci soffermare nel “qui ed ora”, sia nell’indagare il nostro corpo nei più piccoli meccanismi.

Tutto ciò al fine di sviluppare una conoscenza più mirata di come funzioniamo e favorire, fin dai primi istanti, una relazione armoniosa con la vita che cresce dentro di noi.

Quali sono i rischi del praticare Yoga in gravidanza?

Abbiamo visto come l’attività dello Yoga durante la gravidanza possa esserci utile ai fini di facilitare un corretto sviluppo del bebè e aiutarci nella gestione dei sintomi.

Tuttavia come ogni attività motoria, anche quella dello Yoga presuppone dei rischi.

Innanzitutto non può essere trascurato il parere del nostro medico curante, il quale conoscendo il nostro quadro clinico specifico consiglierà o meno lo svolgere della pratica. Poi dovremo tenere conto della fase di gestazione in cui siamo: con l’approssimarsi degli ultimi mesi la pratica delle asana dovrà essere sempre più sostituita a quella di respirazione (pranayama) e meditazione.

In particolar modo dal quarto mese andranno privilegiate le posizioni su di un fianco anziché con schiena a terra. Questo per scongiurare fenomeni rischiosi quali la sindrome da ipotensione supina, causata dalla pressione del feto sulla vena cava che trasporta sangue al cuore.

Attenzione a scegliere bene lo stile: ad esempio Bikram Yoga ed Hastanga, per le loro peculiari caratteristiche (il caldo del primo e la dinamicità del secondo), risultano tendenzialmente controindicati per le mamme in attesa.

Insistere eccessivamente sull’esecuzione delle posture, anche le più semplici, potrebbe quindi esserci più di ostacolo che d’aiuto.

Il senso di fatica già indotto dalla gravidanza, sommato a un esercizio intenso ci porterebbero verosimilmente a compiere errori d’esecuzione, che nel migliore dei casi verrebbero a costarci qualche seduta di fisioterapia.

Nel peggiore dei casi, invece, potrebbero risultare nocivi al nostro benessere e precludere un armonioso sviluppo del nostro bebè.

Lo Yoga come risorsa per ripartire dopo il parto

Intraprendere un percorso di Yoga fin dai primi mesi della gravidanza può portarci grandi risultati nella fase di parto, pertanto non ci sono particolari controindicazioni nel seguire questa pratica fino a poco prima della nascita.

Diverso è invece il discorso per la fase immediatamente successiva.

Il grande stress indotto dall’evento ci richiederà una piccola pausa di qualche settimana (se non di un paio di mesi) prima di rincominciare.

Da lì si consiglia la ripartenza con un approccio dolce, prevalentemente mirato alla riabilitazione del perineo e del pavimento pelvico, aree che maggiormente hanno subito traumi da fine gestazione. Per poter poi procedere gradualmente alla pratica consueta, recuperando appieno il tono muscolare e nutrendo l’energia che ci renderà grandi mamme.

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