Diabete, una malattia insidiosa in ogni età

Bambina in camice rosa con orsacchiotto durante controllo diabetico

Tra le patologie che colpiscono l’uomo in varie fasi della sua vita, il diabete mellito è senz’altro una di quelle di maggiore diffusione. Secondo gli ultimi sondaggi, a soffrirne in Italia sarebbe il 5,4% della popolazione complessiva, ben oltre 3 milioni di individui: in prevalenza over 50 e in prevalenza uomini.
Come per altre malattie su larga scala, i costi sanitari sono elevatissimi e ancor più pesanti sono le possibili complicanze a carico del paziente affetto da diabete: attacchi cardiaci, ictus, amputazioni (piede diabetico), insufficienze renali etc.

Sempre come in altre patologie, un ruolo chiave lo gioca la prevenzione. La quale però, può avere un impatto concreto solo nell’arginare l’insorgenza del diabete di tipo 2: il tipo 1 è difatti di origine autoimmune e per tale non prevenibile.

Quali sono le cause del diabete?

Come abbiamo visto il diabete mellito (nome completo della malattia) si divide in due categorie principali: il diabete di tipo 1 e di tipo 2.

Quello di tipo 1 è appunto di origine autoimmune (come ad esempio la psoriasi), ovvero conseguente a una risposta fuori controllo del sistema immunitario, che attacca i propri tessuti riconoscendoli nemici come virus e batteri.

Questo tipo di diabete è spesso indicato come diabete infantile, in quanto di frequente insorgenza nei bambini e negli adolescenti. Ciò avviene in seguito appunto a un attacco del sistema immunitario alle cellule che nel pancreas producono insulina, il principale ormone deposto a contrastare livelli troppo alti di glucosio nel sangue. Proprio per questa caratteristica di compromettere la funzionalità degli ormoni, il diabete viene indicato come malattia metabolica.

Tutt’altro discorso è invece per il diabete di tipo 2: questo appare principalmente in età adulta e può avere cause sia ereditarie che ambientali, ovvero legate a tutti quei fattori quali i comportamenti a rischio che impattano negativamente sulla salute, predisponendo allo sviluppo di questa e altre patologie. Questi fattori ambientali, che vanno a intaccare la regolare funzione dell’insulina causando iperglicemia, sono:

  • inattività fisica;
  • obesità;
  • dieta ricca di zuccheri semplici con conseguente insulino-resistenza;
  • alti valori di colesterolo delle lipoproteine ad altà densità (HDL), spesso riconducibili a una dieta scorretta e ad inattività;
  • ipertensione;
  • invecchiamento e fisiologiche disfunzioni pancreatiche.

I sintomi del diabete

Sempre sulla base delle diverse tipologie anche i sintomi con i quali il diabete si manifesta possono differire, sebbene di poco. In entrambe le tipologie i primi tre sintomi direttamente osservabili sono:

  • poliuria, ovvero l’aumento della quantità delle urine;
  • polidipsia, l’aumento della sensazione di sete;
  • polifagia paradossa, la perdita improvvisa di peso senza cambiamenti nella dieta.

Inoltre è possibile, attraverso analisi del sangue, identificare l’esordio della malattia dalla chetoacidosi diabetica, ovvero dall’elevata presenza di corpi chetonici, acido e glucosio.

Si aggiungono a questi sintomi altri tipi nel diabete di tipo 2, quali sensazione cronica di stanchezza (astenia), lentezza nel rimarginarsi di tagli e ferite e prurito della cute e degli organi genitali.

Prevenzione nella Giornata Mondiale del Diabete

Il 14 Novembre è la Giornata Mondiale del Diabete, che si arricchisce come sempre di iniziative per sensibilizzare la popolazione su questa malattia e sull’adozione di uno stile di vita sano che possa prevenirne l’insorgenza. È il caso dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, che si illuminerà d’azzurro in queste giornate, accompagnato da esposizioni di materiale informativo e proiezioni su questo delicato tema.

Il diabete ha un grande impatto negativo sulla qualità della vita di chi ne è portatore. Per chi ad esempio soffre del tipo 1, la somministrazione di insulina a vita, principalmente attraverso frequenti iniezioni sottocutanee o microinfusori, è purtroppo necessaria al fine di poter avere garanzia di vita. A questo fattore si aggiungono nel paziente adulto (e in misura crescente in quello anziano), tutte quelle complicanze patologiche che vanno a intaccare il sistema cardio-vascolare, i reni, la retina e il sistema nervoso.

Il paziente diabetico deve per tanto adottare dei comportamenti che limitino la presenza di zuccheri nel sangue in concentrazioni troppo elevate, seguendo una dieta corretta ed equilibrata. Questa include pasti con porzioni di carboidrati complessi e ricchi di fibre, cereali, verdure e piccole porzioni di frutta, evitando alimenti ricchi di zuccheri semplici (dolci, miele, bibite zuccherate) e di grassi animali.

Questo fattore rientra anche tra gli accorgimenti nella prevenzione del diabete di tipo 2, assieme a:

  • svolgere regolare attività fisica;
  • evitare il consumo di alcool e tabacco;
  • tenere sotto controllo il proprio peso corporeo ed eventualmente perdere peso;
  • svolgere regolari controlli alla pressione e ai livelli di colesterolo;
  • svolgere controlli annuali sula glicemia e sugli organi maggiormente esposti al diabete.

Assistenza all'anziano diabetico

Il manifestarsi del diabete vede nella terza età la fase più critica, andandosi ad allacciare a possibili altre patologie e al fisiologico indebolimento di organi-chiave per la malattia, quali cuore, reni e pancreas. Gli scenari peggiori vedono l’eventuale amputazione degli arti, come nel tipico piede diabetico; sebbene queste situazioni possano essere arginate da controlli annuali nei portatori di diabete, purtroppo la realtà vede una certa frequenza di questi episodi drammatici.

In questo caso diventa necessario poter garantire un’adeguata assistenza alla persona, spesso anziana, ora vittima di questa disabilità.

Anche senza considerare i casi limite come questo, la presenza di diabete nell’anziano impone comunque costanti attenzioni mediche e sanitarie. Figure professionali come quella dell’infermiere a domicilio possono risultare di estrema utilità nella gestione degli aspetti più pratici e tecnici del paziente non ospedalizzato.

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