La Giornata Mondiale della Sindrome di Asperger: se mi etichetti, mi annulli

Immagine evocativa di una educatrice con un bambino con sindrome di Asperger

“L’autismo non è un “dono”. E per molti è una lotta senza fine contro scuole, luoghi di lavoro, bulli. Ma, da un certo punto di vista, può essere un superpotere”.

(Greta Thunberg)


Oggi si celebra la Giornata Mondiale dedicata alla Sindrome di Asperger, che si pone l’obiettivo di favorire la comprensione e sensibilizzare la società su questo specifico disturbo dello spettro autistico.


Questa data non ricorre a caso: coincide con il giorno di nascita di Hans Asperger, pediatra austriaco nato il 18 febbraio del 1906, che descrisse per la prima volta alcune caratteristiche della Sindrome che prese in seguito il suo nome.

Espresse le sue tesi per la prima volta nel 1944, ma furono prese in considerazione solo nel 1981, quando la ricercatrice inglese Lorna Wing le approfondì e le propose nel suo studio “La sindrome di Asperger: Un resoconto clinico”.

Cos’è la Sindrome di Asperger?

“I bambini speciali sono come gli uccelli: tutti volano in modo differente. Tutti però, hanno lo stesso diritto di volare”.

(Jesica Del Carmen Perez)

La Sindrome di Asperger è classificata tra i disturbi dello spettro autistico. Tende a manifestarsi in età molto precoce e si rileva nelle prime fasi dello sviluppo del bambino.

I bambini Asperger presentano difficoltà legate in particolare all’interazione sociale, alla sfera affettiva e alla gestione delle emozioni: possono avere interessi e attività limitati e ripetitivi, reagire con ansia al minimo cambiamento di una loro routine molto rigida, reiterare gli stessi comportamenti ed essere ripetitivi.

I disturbi legati all’Asperger non hanno invece una rilevanza particolare sulle capacità cognitive e di apprendimento dei soggetti, che al contrario spesso riescono ad eccellere e ad emergere rispetto alla media in particolari settori e su tematiche di loro interesse.

Asperger e bullismo

“È giunto il momento di curare la società, non le persone affette da autismo”.

(Tina J. Richardson).

Degli studi statistici hanno messo in rilievo come 8 bambini su 10 colpiti dalla Sindrome di Asperger siano vittime di bullismo a causa delle loro modalità particolari di interazione. Questo aspetto problematico non è da sottovalutare, anzi è doveroso metterlo in luce per promuovere un’educazione al rispetto e alla comprensione delle diversità.

Quella della Sindrome di Asperger è una diversità a volte geniale: Mozart, Van Gogh, Einstein e Syd Barrett presentavano tratti assimilabili a questa sindrome. È possibile che queste personalità così particolari e speciali non siano state comprese appieno durante le loro vite. È importante tenere presente che anche se alcuni comportamenti possono sembrare “buffi” o “strani” non determinano il valore di una persona. E queste personalità, che hanno fatto la storia, ne sono una grande testimonianza.

La scuola e la famiglia rivestono un ruolo primario nel promuovere i bambini Asperger e stimolare risposte empatiche negli altri coetanei, aiutandoli a comprendere e accettare l’unicità di ciascun essere umano.

Royal Assistance e l’assistenza psicologica Asperger

“Anche se in un primo momento può sembrare devastante, l’autismo non è la fine del mondo. È l’inizio di un nuovo modo di vedere le cose. Non credo ci sia un figlio diverso. Questo è il vostro bambino. Incoraggia i suoi punti di forza, celebra i suoi capricci, e migliora le sue debolezze, nel modo in cui si farebbe con qualsiasi bambino. Potrebbe essere necessario lavorare di più su questi punti, ma questo è l’obiettivo che dovrai porti”.

(Claire Scovell LaZebnik)

Royal Assistance pone a servizio delle persone affette da Sindrome di Asperger e dei loro familiari un sostegno psicologico di qualità, avvalendosi di professionisti esperti. Desideriamo valorizzare tutte le persone e aiutarle a trovare una loro collocazione armoniosa nella società perché, come scrisse lo stesso Asperger:

“Siamo convinti che le persone autistiche abbiano il loro posto nell’organismo sociale. Essi svolgono il loro ruolo bene, forse meglio, di come avrebbe potuto chiunque altro, e stiamo parlando di persone che da bambini hanno avuto le maggiori difficoltà e causato preoccupazioni indicibili ai loro genitori”.

Rivolgiti a noi con fiducia, siamo pronti ad ascoltarti.

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